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Convegno sul fiore reciso

 Gentili signori e signore,

Il mercato italiano delle vendite di fiori e piante è stato caratterizzato negli ultimi dieci anni da una costante diminuzione della spesa pro capite, accentuatasi dal 2002 con il cambio della nostra moneta in euro, il che ha contribuito ad un’incertezza e ad un decremento nei consumi di settore.

E’ evidente, con questa premessa, che la fisionomia delle rivendite è cambiata, alcuni esercizi al dettaglio,soprattutto nei centri medio grandi, hanno chiusol'attività, e per altro bisogna anche dire che la vendita presso la grande distribuzione non ha avuto una significativa crescita. Ma anche riscontrando con preoccupazione questo dato, secondo l’ISTAT, ancora oggi in Italia il 70% del prodotto è veicolato dai negozi tradizionali e da garden center, questi esercizi risultano essere preferiti dai consumatori anche in virtù della migliore qualità del prodotto presente e dal migliore rapporto umano, però come dicevo, da alcuni anni, questi negozi stanno modificandosi, dovendo inserire costantemente altri articoli nei punti vendita per recuperare margini di utile commerciale.

Il risultato di queste tendenze ed anche una recente legge di liberalizzazione delle categorie commerciali ha per risultato una conseguente perdita di identità della tradizionale rivendita di fiori.

La Federfiori, sia come sindacato nazionale sia come ente formatore, attua una politica di contrasto verso questa tendenza cercando di modificare nello specifico la cultura di base della categoria.

La nostra scuola con una media di 150 corsi l’anno e circa 1600 allievi forma costantemente professionalità per permettere a tutta la categoria italiana di acquisire cultura ed identità.

Ultimamente grazie ad un protocollo di intesa con la Università degli studi di Pavia, la nostra Scuola Superiore fornisce unica in Europa un diploma di “floral design” controfirmato da un’Università Statale di studi e certificato nel procedimento formativo Iso 9002.

Ma soprattutto Federfiori cerca di rendere consapevole tutta la categoria, della importanza che i nostri negozi hanno nella vita sociale, diciamo a tutti con orgoglio che le rivendite di fiori hanno da sempre praticato quello che oggi si chiama Marketing Emozionale, dal fioraio davanti ai cimiteri alla fioreria che vende le rose ad un fidanzato o ad un padre che festeggia la nascita di un bambino, i nostri fiori accompagnano le emozioni della vita. 

Si scopre un nuovo senso della vita anche comprando fiori e non solo bevendo Coca Cola. 

In ogni modo siamo consapevoli che la partita non si gioca solo sul piano del Marketing, ma anche su quello della garanzia certificata della qualità dei prodotti, percui crediamo importante valorizzare un’ottica di filiera florovivaistica, che coinvolga tutti gli attori di questo settore, per sostenere questo la Federfiori partecipa al tavolo di filiera organizzato dal Ministero dell’agricoltura e sostiene con forza l’introduzione di un sistema di rintracciabilità dei prodotti, che garantisca il dettagliante e conseguentemente i consumatori. Noi vogliamo che su ogni mazzo di fiori, e su tutti gli imballi sia specificata la data di raccolta, non è più pensabile di rimanere l’unico settore di beni deperibili a non avere certificazione all’origine.

Bisogna recuperare fiducia nel prodotto ed implementarne la vendita, e questo ancora non basta, bisogna introdurre costantemente il prodotto fiore/pianta in maniera massiccia nei “media” televisivi ed in questo senso con l’aiuto e la sponsorizzazione dei mercati all’ingrosso, Federfiori attraverso il Ministero vuole portare omaggi floreali ed allestimenti scenici con fiori e piante nella maggior parte dei programmi possibili.